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Come rovinarsi la vita con i social network

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Come rovinarsi la vita con i social network Come rovinarsi la vita con i social network

Tutto ha avuto inizio da una lettera ricevuta da The lancet,dove viene riportato il caso di un ragazzo 18enne,che è andato incontro a un brutto attacco d'asma mentre stava controllando il profilo della sua ex fidanzata. Da poco la ragazza aveva scaricato il 18enne e l'aveva cancellato dagli amici di Facebook. Lui però non si era arreso, aveva creato un nuovo profilo ed era riuscito a stringere di nuovo amicizia con la ragazza, seppur in incognito.

Era depresso e aveva già avuto problemi d'asma; i medici però credono che la crisi possa essere connessa allo stress da social network. ' Lo stress psicologico è riconosciuto come causa scatenante di attacchi d'asma', si legge nella lettera: ' La relazione temporale con l'inizio dei sintomi suggerisce che l'accesso a Facebook è stato la causa scatenante delle crisi asmatiche, nelle quali un ruolo chiave potrebbe averlo giocato l'iperventilazione'.

Le osservazioni dei medici italiani, naturalmente, non attestano una connessione diretta tra social network e asma; rappresentano piuttosto un buon materiale di studio sull'incidenza dei social network come fattore di stress psicologico.Lo scorso anno un medico inglese, il dott. Aric Sigman, ha suggerito che l'utilizzo prolungato e massivo dei social network potrebbe aumentare l'incidenza di numerose patologie, tra cui il cancro e i problemi cardiovascolari.
Secondo Sigman, infatti, l'utilizzo di Facebook (ma anche di e-mail e sms) sta rapidamente sostituendo gran parte delle nostre relazioni sociali. L'isolamento fisico dalle altre persone potrebbe alterare il modo in cui alcuni geni (da lui chiamati 'socially regulated genes') vengono attivati, le risposte immunitarie, i livelli ormonali e persino il funzionamento delle arterie. Questo inciderebbe sullo stato di salute della persona e, addirittura, sulle sue performance mentali. Si tratta tuttavia di supposizioni, dal momento che non esistono studi medici che provino le tesi di Sigman.Che Facebook possa dare dipendenza è abbastanza intuitivo. Tutti conosciamo persone che non perdono occasione per controllare la propria bacheca, ovunque si trovino. Forse non tutti sappiamo però che il problema della dipendenza da Facebook (e da social network in generale) sta assumendo proporzioni tali da essere diventato argomento di studio per molti psicopatologi in tutto il mondo. Facebook darebbe assuefazione e porterebbe a fenomeni tipici della dipendenza da droghe come tolleranza, craving e astinenza. Può comportare una distorsione dei rapporti interpersonali e generare competizioni tra chi possiede il più alto numero di amici. E quando la connessione viene meno, il social-dipendente può andare incontro a ansia, depressione, addirittura attacchi di panico. C'è chi sta cominciando a parlare di amico-dipendenza.Che un utilizzo ingenuo di Facebook possa essere rischioso per il tuo lavoro e per la tua relazione di coppia è noto da tempo. Esistono persone che controllano i profili Facebook di chi si candida per un lavoro, ed ex fidanzate inferocite pronte a taggare a tradimento foto imbarazzanti. Ma man mano che Facebook aumenta esponenzialmente il numero di iscritti (e di applicazioni), i rischi diventano sempre di più. La moda di urlare al mondo intero dove ci si trovi in ogni momento della giornata con FB Places espone molta gente al rischio di essere derubata mentre non è in casa, o di essere seguita da uno stalker. E nel caso tu abbia dei debiti con qualcuno, può anche succedere che questo cominci a pedinarti sfruttando i tuoi contatti.Ci sono poi casi in cui avere troppi amici (e amiche) su Facebook può rovinare la vita a te e a tutta la tua comunità parrocchiale. È il caso dell'americano Elliot Subervi, un personal trainer che dopo aver aperto il profilo su Facebook è stato aggiunto da tantissime ragazze (è arrivato a 2000) che hanno iniziato a tempestarlo di messaggi languidi e ammiccanti. Pizzicato dalla moglie, l'uomo ha chiuso l'account e ne ha aperto uno nuovo 'famigliare'. Ma il suo caso ha raggiunto le orecchie di Cedric Miller, un pastore del New Jersey che, preoccupato dalla promiscuità di Facebook, ha provveduto a un repulisti parrocchiale, forzando 50 altri pastori sposati a chiudere i propri account e a 'liberarsi dal male'.

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