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L’UOMO CHE CREDEVA DI NON AVERE PIU’ TEMPO

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 Questo libro l’ho scoperto per caso su consiglio di una ragazza che era intenta a leggerlo nella sala d’attesa del mio medico di famiglia. Era  una giovane nipote della dottoressa che aveva sostituito per un breve periodo la segretaria che aveva auto problemi di salute. Iniziammo a parlare, le chiesi cosa stesse leggendo e mi consigliò questo libro di Guillaume Musso, un giovane scrittore francese che, da allora, è divenuto uno dei miei scrittori preferiti.Una delle caratteristiche che amo di più di quest’autore ma che è stranamente scomparsa dalla sua ultima opera è una presenza, una componente soprannaturale che è presente in tutti i suoi testi una componente a volte di pura fantasia ma che l’autore riesce a farla tanto integrare col romanzo da renderlo perfettamente plausibile e a farci credere possibile ciò che non lo è.Anche questo libro, come un po’ tutti i libri di Musso è incentrato su una storia d’amore che rinasce e torna a nuova vita o che nasce e si sviluppa tutta all’interno del romanzo stesso. Altra componente peculiare di Musso è il finale sempre inatteso che sconvolge il lettore e lo porta a rendersi conto alla  fine che quanto descritto nel libro in realtà non è mai come sembra. E’ un libro che si presta anche ad una seconda lettura in cui si apprezzano, col senno di poi gli indizi lasciatici dall’autore per riportarci a quello che sarà alla fine l’epilogo del romanzo.

 Detto così sembra quasi un libro difficile, astruso ma in realtà il modo di scrivere di Musso è l’esatto opposto. Un libro che si legge molto velocemente con uso di immagini fotografiche ed uno stile di scrittura che richiama lo scrivere moderno fatto sms , mail, foto e quanto è possibile scambiarci con i moderni mezzi di comunicazione come cellulari, pc e tablet.

In particolare questo libro di Musso ha una bella trama molto coinvolgente e anche una sua morale, ci spinge a pensare a cosa faremmo, a come cambierebbe la nostra  vita se un giorno scoprissimo di non avere più molto tempo, che il tempo sta scorrendo veloce e la clessidra è ormai prossima alla fine. Forse dovremmo un po’ tutti vivere davvero così, come se ogni giorno fosse davvero l’ultimo senza rinviare al domani quello che potremmo fare oggi, cercare di cogliere l’essenza ed il frutto della vita attraverso tutte le emozioni che le piccole cose di ogni giorno ci possono dare.

Il libro inizia, infatti, mostrandoci l’immagine di un giovane avvocato di successo, un uomo ricco e agiato che vive nel suo bell’appartamento a New York ma che ormai è solo. Vive ormai separato dai suoi unici affetti: la moglie e la sua bambina che vivono dall’altro capo degli Stati Uniti da quando la loro famiglia si è disgregata e lui è troppo preso dal suo lavoro per ricomporne i pezzi. Fino a quando? Finché non ci rendiamo conto che domani potrebbe essere troppo tardi. Nel libro ciò è rappresentato da un anziano medico che chiede di parlare con il giovane avvocato e gli dice che lui non ha più molto tempo e sparisce senza dargli ulteriori spiegazioni per poi ricomparire e guidare il giovane avvocato ed il lettore in una trama coinvolgente e dai mille colpi di scena fino ad arrivare all’inatteso, sconvolgente finale che lascia il lettore a bocca aperta.

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