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I PASSI DELL’AMORE

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I PASSI DELL’AMORE I PASSI DELL’AMORE

Il mio incontro con quest’opera di Nicholas  Sparks, il moderno cantore dei sentimenti, è avvenuto così, quasi per caso. Una sera facendo zapping, annoiato, in cerca di qualcosa da vedere e mi sono imbattuto in un film.

All’inizio sembrava uno di quei classici film americani ambientati nei college in cui c’è il solito bullo circondato dal classico codazzo di ragazzi che lo seguono, non tanto per rispetto o amicizia ma quanto per il solito spirito di imitazione, la voglia di conformarsi alla massa che serpeggia anche ora tra i giovani adolescenti che si affacciano alle scuole superiori e che, per paura di finire isolati, finiscono per unirsi al bulletto più popolare e ad imitarne le “gesta “ e le bravate. Beh, il film inizia proprio così con il bullo e la sua ciurma di bravi che finiscono per coinvolgere il nuovo arrivato al college in un gioco pericoloso, una specie di iniziazione per essere degno del gruppo  in cui il malcapitato viene spinto a saltare da una piattaforma di un altoforno di un‘industria locale in un piccolo laghetto sottostante e finisce in ospedale, quasi privo di vita per il contraccolpo del tuffo aiutato dal guardiano del posto mentre i ragazzi non trovano di meglio che fuggire abbandonando l’amico.

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Decisi così di vedere stancamente il film che sembrava proseguire con il classico copione scontato in cui il capobanda, il più scalmanato si scopre avere del buono in sé e a farlo uscire fuori è la ragazza della scuola meno conformista, la figlia del prete locale, una ragazza quasi anonima impegnata ad aiutare i ragazzi più  piccoli ed i giovani di un orfanotrofio vicino. A sorprendere nel film è non solo il mutamento della ragazza che da anonima e quasi insignificante ragazzina si rivela una ragazza bellissima non solo dentro, come si evinceva già all’inizio del film, ma anche esteticamente con un inatteso cambiamento di aspetto che la fa quasi trasformare da brutto anatroccolo in un candido cigno. Fin qui come detto la trama scorre via abbastanza scontata ma …. il tutto muta all’improvviso, con un colpo di scena che trasforma un film banale in una intensa storia d’amore, una delle più belle che abbia mai letto, una storia romantica e dolcissima che, lo ammetto, già mentre vedevo il film mi ha lasciato con gli occhi velati di lacrime ed anche oggi se ripenso alla tenerezza ed alla delicatezza della storia provo un senso di tristezza e malinconia come se fosse una storia veramente accaduta e come se quei personaggi fossero stati davvero persone che hanno incrociato la mia vita. Forse è davvero così, i libri ed i film sono davvero degli amici che coi loro insegnamenti e le loro storie ci tengono compagnia ci fanno provare emozioni e ci aiutano nei momenti di malinconia a sentirci meno soli.

Dal film al libro il passo è stato breve. Grazie ad internet scoprire l’autore del libro che non conoscevo, lo ammetto, è stato facile … andare in una vicina libreria ancora di più iniziare a leggerlo e, nonostante conoscessi già il finale, divorarlo tutto d’un fiato ancora più facile.  Anche il libro era bello come il film che al libro si è ispirato, anche se con le ovvie differenze che comporta la trasposizione cinematografica. La differenza fondamentale è nel’ambientazione: il film è ambientato nei giorni nostri mentre il libro verso la fine degli anni cinquanta con le ovvie differenze che questo comporta nella trama ma per il resto il film ricalca quella del libro. E anche il libro mi ha lasciato quelle stesse sensazioni del film, le stesse emozioni, forse anche più forti perché in fondo il libro lascia più spazio alla nostra fantasia di ricreare nella nostra mente, come in un film sceneggiato da noi, le immagini di come vorremmo noi far vivere i personaggi delle storie che leggiamo. 

 

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